BIOGRAFIA

Luca Nistri nasce nel gennaio del 1965 a Oliveto, piccolo borgo medievale della Valdichiana.

A quattordici anni viene indirizzato alla lavorazione del legno dal padre Tommaso, ottimo artigiano che lavora presso un locale laboratorio di falegnameria. Gli anni ’80 rappresentano per Luca la fase di apprendistato che lo porta a padroneggiare tutte le principali tecniche di lavorazione (intagli a mano, lavori con utensili elettrici, finiture, verniciature etc.). In parallelo inizia a esprimere la propria sensibilità artistica cimentandosi in prove di scultura, tanto in legno quanto in pietra.

La fine degli anni ‘80 segna un primo, decisivo passaggio nel suo percorso formativo. Mosso dal desiderio di espandere ulteriormente le proprie competenze professionali, Luca trova lavoro presso un importante laboratorio ceramico aretino, dove si dedica alla realizzazione di vasi corallini. È in questo periodo che viene notato dal prof. Pier Francesco Greci – studioso della storia e del costume toscano e aretino in particolare, nonché famoso critico d’arte – il quale lo invita ad una collaborazione professionale volta alla realizzazione di modelli artistici per vasi in ceramica e corallo. Inoltre, sotto la direzione di Greci, Luca ha modo di affinare la propria arte, perfezionando il suo percorso di autodidatta della scultura. Un percorso che verrà ricompensato da numerosi riconoscimenti sia a livello locale che nazionale.

Nel 1991 una nuova svolta: lascia l’Italia per un lungo soggiorno in Polinesia. Qui si dedica alla lavorazione del teak e dei altri materiali locali per la produzione di statue e teste di donna..

Tornato in Italia, nel 1992, apre il proprio laboratorio di restauro ad Albergo, frazione del Comune di Civitella in Valdichiana, poco lontano dal suo luogo di nascita. L’esperienza acquisita nel corso degli anni e la raffinata manualità gli permettono di diventare, in breve tempo, il punto di riferimento locale tanto per il restauro “semplice” quanto per quello dei mobili antichi d’alto livello, che richiedono competenze specifiche per il mantenimento delle patine originali.

Oggi Luca Nistri rivolge la sua attenzione ai mobili d’alta epoca (Cinquecento, Seicento) che richiedono la padronanza assoluta dell’arte dell’intaglio e dell’intarsio, è in contatto con i più importanti antiquari fiorentini, che si avvalgono della sua consulenza e delle sue abilità manuali per il restauro di opere lignee in genere e mobili d’arte intarsiati.

Maestro riconosciuto del mantenimento e del recupero della patine originali.

LAVORATORIO DI RESTAURO

PASSIONE E RICERCA DA OLTRE 20 ANNI

CONSERVAZIONE E INTEGRAZIONE.

  Nel suo confortevole laboratorio, immerso nella suggestiva campagna aretina, Luca Nistri da oltre venti anni esprime al meglio le sue qualità di restauratore: grande passione per il proprio lavoro, perizia tecnica e profonda conoscenza della materia.

L’esperienza e la competenza acquisite nella definizione tecnico-artistica del mobile (datazione, stile, metodo di costruzione) gli consentono di pianificare al meglio ogni tipo d’intervento necessario, sia esso conservativo o integrativo.

 SCULTORE

Sia pur da autodidatta della scultura, Luca Nistri è riuscito ha definire una propria personalità d’artista e un proprio percorso creativo. Ora con la pietra ora con il legno, ora in stile figurativo ora astratto, ora guardando al primitivismo ora al barocco, ha progressivamente preso forma un linguaggio plastico e una visione artistica che restituiscono i tratti dell’originalità.

Un’originalità subito colta dai maggiori critici d’arte aretini. Nel 1995 la prima esposizione alla Biennale della Pietra Lavorata di Castel San Niccolò. L’anno successivo la partecipazione al XIV Premio Firenze di Letteratura e Arti Visive. Nel 1996 espone a EtruriaArte, rassegna internazionale di pittura e scultura, tenutasi a Venturina. Nello stesso anno partecipa al Premio Italia per le Arti visive, guadagnandosi una recensione sulla rivista «Eco d’Arte Moderna» (n. 112, luglio/agosto 1997). Nel 1997 allestisce la sua prima mostra personale a Civitella, dove nel 2000 gli viene attribuita una Medaglia d’Argento del Comune di Civitella per la varia ed articolata qualità delle opere scultorie presentate. Nel corso degli anni duemila le sue opere saranno esposte più volte nei comuni della Val di Chiana in occasione di varie rassegne culturali. Nel 2007 e nel 2008 partecipa, su invito, in Comune Monte San Savino alla Mostra pluriculturale OPENEVENT. Sempre nel 2008 presenta la sua più recente produzione in una personale che affianca la XX edizione del premio Nazionale di pittura ” Città di Civitella” ottenendo, per l’ottima qualità delle sculture presentate, una fusione in bronzo. Il 30 novembre 2009 viene premiato nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, come miglior artista del Comune di Civitella, nell’ambito dell’iniziativa della Regione Toscana «Arti Cultura e Futuro».

Partecipa a varie mostre collettive e personali nel territorio: Arezzo, Palazzo della Regione 2015, Arezzo, Centro Affari ospite come scultore al premio di pittura. Nel 2017 a Civitella in Val di Chiana, partecipa alla XXI Mostra (S) Oggettivamente Arte Moderna per un paese antico.

Ha scritto di lui Pier Francesco Greci: le figure stranamente alterate, fino al branchicefalismo e al delicocefalismo, dalla ricerca di inconsuete armonie stilistiche sono da guardarsi in stretto rapporto ai problemi costruttivi di volta in volta risolti dall’autore nella volontà di conquistare quel controllo sulla materia e del gesto creativo indispensabili a fare di un oggetto un’opera d’arte.

Ha scritto di lui Dino Tiezzi: L’Angelo non ha l’evanescenza e l’etereo candore che l’iconografia tradizionale ci ha tramandao. I colori pastello che lo ricoprono sembrano sbiaditi dal tempo. Manca dell’imponente regalità che l’immaginario collettivo attribuisce ad una celestiale creatura. Forse è un Angelo in disgrazia, caduto dal cielo; un piccolo demone terragnolo, ironico e intriso di umanità.

Così invece Dino Pasquali: Se è il modo paziente e diretto di trattare tradizionalmente, con martello e scalpello la materia, dura materia, il modo che «d’emblée» può avvincerci, perfino suggestionarci, molto non tarderà a venire anche l’apprezzamento di una personalità sottesa ad una particolare «Weltanschauung» , a un’utopica «visione del mondo».

Ogni artista è alla ricerca continua di un segno, una forma, un tratto, una linea che completi la sua identità o che l’aiuti a elaborare un trauma. Spesso entrambe le cose insieme. Nelle forme sinuose delle statue e nei volti delle sculture di Luca Nistri si scorge chiara la sua devozione al divino femminile d’epoca arcaica. È la ricerca dei tratti dell’antica Dea, della Dama Bianca, della Madre Terra. Dare un volto al mito di una forza ancestrale, austera, potente, che sovraintende alla rigenerazione e alla cura della vita. Un mito apparentemente perduto nel tempo, ma che, se guardiamo bene, rivive nei lineamenti delle nostre madri. Un mito incarnato nei tratti stilizzati di una figura familiare. Luca Nistri, scultore nel nome della Madre.

                                                       GLI IMPEGNI ATTUALI

La ricerca

La materia prima, il legno, è ancora da esplorare e Luca Nistri continua a farlo, per scoprire tutte le potenzialità, anche quelle più remote.E’ come se avesse dinanzi a sé un adolescente, una sorta di tabula rasa dai mille tesori nascosti che attendono solo di essere portati alla luce,ma con”garbo”.

L’approccio al legno si basa sul connubio”amore-rispetto”che impone di non forzare mai, anzi insegna ad approfondire per tirar fuori “altro”., tutto il possibile “altro”.  Questa continua ricerca conduce alla scoperta di un tipo di quercia,che, per specifiche condizioni ambientali,  ha sviluppato muffe e ossidazioni biancastre, che donano al legno un particolare aspetto pietroso, non riproducibile in modo artificiale.

Così vengono realizzati particolari mobili d’arredamento “PEZZI UNICI” e quadri di grandi dimensioni, nati dal recupero di vecchie lamiere arrugginite e legni sopravvissuti al logorio dei secoli, nell’intento di restituire la vita realizzando e dare importanza, “a ciò che non ne ha.

I laboratori 

Si è concretizzata anche un’altra aspirazione di Luca Nistri: insegnare le abilità acquisite, la passione , il bisogno di approfondire conoscenze, di sperimentare.

Ha lavorato e lavorerà, infatti,  con l’Associazione culturale”LA STAFFETTA” attraverso laboratori d’intaglio, restauro mobili antichi e scultura in pietra rivolto ad alcune classi.

Presterà la sua competenza di Maestro Artigiano presso l’Istituto Comprensivo di Lucignano, nell’ambito del progetto promosso e finanziato dalla Comunità Europea, dal titolo: MANI D’OPERA.

Inoltre nel suo Laboratorio di Civitella in Val di Chiana tutt’ora svolge corsi a chiunque voglia conoscere gli antichi mestieri.

La meditazione

Con il tempo Luca Nistri ha maturato anche l’esigenza di scrivere il frutto delle sue lunghe e solitarie riflessioni, per poter condividere l’armonia raggiunta in sé tra il pensiero e l’opera delle mani, quasi a voler creare con le parole, la musica,  la sinuosità delle forme date al legno una sorta di gioco, di abbandono  infinito e universale dell’essere.